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Smart Manufacturing 4.0 in Italia: stato di adozione

By 4ward 18 luglio, 2019

Lo Smart Manufacturing 4.0 – ovvero il nuovo modello di fabbrica intelligente che si sta affermando sulla spinta dei progressi tecnologici in ambito Internet of Things, Cloud Computing e Big Data Analytics – è entrato nella fase di applicazione concreta anche in Italia, con molte aziende che stanno sviluppando progetti sul tema.

Smart Manufacturing 4.0 in Italia

Smart Manufacturing: crescono consapevolezza e progetti

Secondo lo studio rilasciato dall’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, relativo all’anno 2018 e condotto su un campione cross-industry di 236 imprese (172 grandi aziende e 64 PMI), la quasi totalità dei rispondenti conosce il tema della quarta rivoluzione industriale (solo il 2,5% del panel non ne è a conoscenza) e oltre la metà ha già attivato iniziative di questo tipo.

Le statistiche sono particolarmente significative perché accertano la consapevolezza delle aziende italiane rispetto ai vantaggi e alle opportunità derivanti dall’adozione di soluzioni e processi Industry 4.0. Per competere sul mercato internazionale, i produttori italiani devono necessariamente raggiungere maggiori livelli di efficienza ed efficacia per diminuire i costi, migliorare la qualità e accelerare il time-to-market, ma contemporaneamente hanno la necessità di differenziare l’offerta attraverso le nuove tecnologie IoT.

 

Le tecnologie 4.0 e gli ambiti applicativi

Oltre alla consapevolezza sui benefici di business, crescono contemporaneamente anche le competenze specifiche sulle soluzioni. Analizzando le principali tecnologie abilitanti l’industria 4.0 (ovvero Industrial Internet of Things, Industrial Analytics, Cloud Manufacturing, Advanced Automation, Advanced Human Machine Interface e Additive Manufacturing), la percentuale di conoscenza raggiunge circa il 90% in tutte le aree.

Le applicazioni sviluppate dalle aziende italiane (dal campione risulta una media di 3,7 progetti per singola realtà) si concentrano particolarmente (40%) sull’impiego di soluzioni di Industrial Internet of Things e Industrial Analytics. Il focus preponderante è ancora molto spostato sui progetti di Smart Manufacturing, mentre faticano ad attecchire le iniziative per l’area Smart Supply Chain, dove il Cloud Computing rappresenta il modello preferenziale in quanto permette a controller e sensori di seguire il prodotto lungo tutto il suo percorso dalla materia prima fino al punto vendita.

 

Tutti i numeri del mercato italiano dell’Industry 4.0

Il Politecnico ha rilasciato nel giugno 2019 anche il quinto report annuale dell’Osservatorio Industria 4.0, che contiene gli ultimi dati aggiornati sulle dimensioni del mercato italiano (il campione include 150 grandi aziende e 42 PMI). Anche sulla spinta del Piano Calenda, il 2018 ha consacrato l’ascesa dei progetti Industry 4.0, con un fatturato che ha raggiunto i 3,2 miliardi di euro (in crescita del 35% rispetto all’anno precedente) e un indotto di ulteriori 700 milioni.

Il più forte catalizzatore di investimenti è nuovamente l’Industrial IoT (1,9 miliardi di euro), seguito dall’Industrial Analytics (530 milioni) e dal Cloud Manufacturing (270 milioni). Importi inferiori, ma con crescite decisamente importanti, sono stati invece registrati nelle aree di Advanced Automation (160 milioni), Human Machine Integration Avanzata (45 milioni) e Additive Manufacturing (70 milioni).

L’Osservatorio offre anche uno sguardo al futuro stimando le principali aree di investimento per il biennio 2019-2021: a guidare la classifica, si conferma ancora l’Industrial IoT, incalzato da Analytics, HMI (Human Machine Interface), Automazione e Cloud. Un orizzonte temporale più ampio, dai 3 ai 5 anni, mette in luce il gap tra le large enterprise, che sposteranno sempre di più l’attenzione verso tecnologie innovative come Artificial Intelligence e Blockchain, e le PMI, che rischiano di rimanere ferme ai trend precedenti.

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