Quattro passi per costruire un modern data center
Quattro passi per costruire un modern data center

Quattro passi per costruire un modern data center

Autore: 4wardPRO

Cuore pulsante della digital enterprise, il modern data center necessita di una revisione urgente, con l’aggiornamento degli asset tecnologici e soprattutto il totale ripensamento delle architetture. Se il business corre sempre più veloce, il datacenter deve garantire un adeguato livello di flessibilità e performance per il mantenimento dell’efficacia applicativa e quindi la piena soddisfazione degli utenti, riducendo contemporaneamente i costi e puntando all’efficienza energetica.

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Ma come si suol dire, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e la quotidianità difficilmente rispecchia i desiderata. Attualmente l’80% dei budget IT è impegnato nella complicata gestione delle infrastrutture, sottraendo la capacità di investimento dell’azienda in progetti di innovazione software ben più più remunerativi e fondamentali per la crescita della competitività aziendale.

La capacità di ribaltare o almeno bilanciare la proporzione 80-20 - ovvero il rapporto tra le attività di manutenzione del data center e le iniziative di ammodernamento applicativo - è l’obiettivo a tendere di ogni divisione IT. La strada per la costruzione del modern data center, completamente ottimizzato per minimizzare le operations e supportare le applicazioni con la dovuta efficacia, non è esente da difficoltà e presuppone alcune considerazioni a monte. Di seguito, i quattro passi fondamentali per un datacenter continuamente aggiornato e ottimizzato.

 

1 - Conosci il tuo datacenter

Il primo step decisivo è l’assessment preliminare. I responsabili del dipartimento informativo devono avere una chiara visione e consapevolezza dell’esistente. Ciò non significa semplicemente conoscere gli asset tecnologici presenti nell’infrastruttura aziendale, ma piuttosto delineare tutte le relazioni che intercorrono tra le diverse componenti e definire la mappatura dettagliata dei processi che avvengono dentro e fuori il perimetro aziendale.

 

2 - Pianifica il modern datacenter

A questo punto, è possibile individuare eventuali colli di bottiglia e sacche di obsolescenza, cercando di studiare per ogni problematica la risposta tecnologica più adatta. La regola da tenere a mente in queste valutazioni è il conseguimento del massimo grado di efficienza ed efficacia (“do more with less” per sintetizzare all’americana), nonché la necessità di variare metodologie e soluzioni (la filosofia del “one fits all” insomma va superata in favore di un approccio più critico e lungimirante). Da vagliare indubbiamente tutte le più moderne tecnologie che permettono l’efficientamento dei sistemi: dallo storage flash (dalle prestazioni straordinarie e via via più accessibile sotto il profilo dei costi ) all’edge computing (che sposta la potenza di elaborazione sempre più vicina alle fonti dati) fino ai meccanismi software-defined (che grazie all’intelligenza artificiale permettono al datacenter di autoregolarsi in base alle richieste prestazioni).

Più in generale, oggi qualsiasi data center moderno, flessibile e in grado di garantire business continuity a tutta l’azienda, dovrebbe pendere verso il paradigma ibrido, che miscela sapientemente soluzioni on-premise e cloud.

L’ingaggio di figure esperte come il Cloud Architect possono facilitare sia il processo di analisi sia la scelta delle nuvole e dei provider, riducendo la componente di rischio e accelerando la ristrutturazione del datacenter.

Terminate le attività di solution / provider selection, bisogna procedere con la stesura di una roadmap ragionata che contempli procedure e tempistiche, senza trascurare i dettagli ed eventuali cambi di rotta in caso di failure.

 

3 - Esegui l’upgrade zero downtime

Dopo la fase di progettazione e sulla base del piano elaborato, si passa allo stadio propriamente esecutivo. Il focus va tutto a favore dell’efficienza operativa, cercando di minimizzare gli impatti sul business e le interruzioni di servizio (l’operazione dovrebbe rispettare l’approccio “live” che contempla il mantra “(near) zero downtime”). Ogni upgrade del datacenter deve incontrare necessariamente l’appoggio e il coinvolgimento dei suoi stakeholders, ovvero gli utenti aziendali. Perché tutto fili liscio durante le attività di aggiornamento, si rende indispensabile la collaborazione delle Lob, che vanno adeguatamente informate e preparate con un’intensa attività di change management a monte. Avvalersi di partner competenti (vendor o system integrator) è molto più che aggiungere la ciliegina sulla torta, ma è un ingrediente essenziale per la buona riuscita del progetto.

 

4 - Evolvi la datacenter transformation

Ma il lavoro non termina con l’ultima spunta sulla check list degli updates tecnologici: la datacenter transformation è un’attività sempre aperta e in progressione. La verifica delle componenti e delle inefficienze deve essere una costante per stilare una roadmap di ulteriori ottimizzazioni al fine di un miglioramento continuo e necessario alla sopravvivenza aziendale.

 

 

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