<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1925163537722152&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

4ward Blog

Quali sono le tecnologie più evolute dei modern data center

By 4ward 10 luglio, 2018

Se lo scenario economico contemporaneo richiede alla digital enterprise flessibilità strategica ed efficienza operativa senza precedenti, il modern data center, pillar abilitante di una strategia digital, deve supportare le nuove esigenze di business offrendo una delivery applicativa sicura, veloce ed efficace, senza trascurare il controllo dei costi . “Do more with less” è il mantra che attualmente guida il design dei centri di calcolo, con un occhio costante a prestazioni, scalabilità, automazione, interoperabilità, riduzione dei consumi. Ma quali sono gli ultimi trend tecnologici in materia di next-generation data center?


Quali-sono-le-tecnologie-più-evolute-dei-modern-datacenter

 

Storage all-flash e Hybrid Storage per il Ced moderno

È scontato ripetere che nell’era della digital transformation il dato rappresenta il fulcro del business e l’asset più prezioso per qualsiasi organizzazione, indipendentemente dalle dimensioni e dal settore merceologico di appartenenza. Pertanto va protetto e gestito in modo adeguato, perché possa essere raccolto, archiviato, processato e distribuito alla velocità richiesta dagli utenti, siano essi interni o esterni all’azienda. L’ottimizzazione dei sistemi di storage si ottiene oggi grazie ai progressi delle memorie flash: i dischi allo stato solido sono ormai l’alternativa vincente alle tradizionali soluzioni di archiviazione, in virtù delle migliori performance, degli ingombri ridotti, della maggiore affidabilità e dei costi inferiori di manutenzione. Ma, si sa, la prestazione è direttamente proporzionale al costo di gestione, allora una strategia è quella dell’analisi dei dati dividendo opportunamente o meglio facendolo fare a strumenti, dispositivi ed algoritmi ad hoc, i dati “freddi”(dati che costituiscono archivio e poco frequentemente acceduti) dai dati “caldi” (tipicamente più recenti e di più frequente accesso).

Data center esteso con l’edge-computing

Poiché i dati continuano a crescere in volume, velocità e varietà, sulla spinta della trasformazione digitale e in particolare dell’Internet Of Things, il nuovo Ced deve dotarsi di una potenza computazionale senza precedenti. La tendenza è spostare la capacità di elaborazione sempre più vicino ai sistemi di produzione del dato, così da ridurre i tempi di raccolta e trasmissione, unità autosufficienti (per venire incontro anche a temi di limitata disponibilità di connettività) alla periferia che convergono verso un hub centrale dove le grosse elaborazioni hanno luogo. L’architettura che ne segue punta quindi a una progressiva “decentralizzazione” e distribuzione della potenza di calcolo (e quindi del data center stesso) verso sistemi periferici. Stiamo parlando dell’edge computing, tra gli ultimissimi trend del data center design.

Sistemi convergenti e iperconvergenti

La rapidità di provisioning di nuove risorse IT rientra nei requisiti indispensabili per la progettazione del moderno data center. L’adozione di sistemi convergenti o iperconvergenti, che racchiudono in un’unica soluzione scalabile gli elementi chiave del Ced (server, memorie e apparati di rete), può rappresentare una scorciatoia efficace per potenziare rapidamente le strutture esistenti o implementare ex-novo i sistemi IT nei branch offices. Tali elementi aumentano l’automazione dei processi di gestione del CED e lo rendono c.d. “cloud Like”. Esistono anche soluzioni innovative come Azure Stack che addirittura riproducono in buona parte on premises il comportamento ed i servizi di un public cloud provider pur trattandosi di architetture locali.

Next-generation data center con il cloud ibrido

Da anni ormai il cloud è entrato a fare parte delle tecnologie di punta per l’ammodernamento del data center. Se oggi non viene più messa in dubbio la sua effettiva necessità (ma anzi se ne proclama l’urgenza di adozione), anche l’annoso dilemma tra pubblico e privato si è sciolto, in favore delle architetture ibride. Non esiste un’unica nuvola in grado di indirizzare tutte le problematiche e le esigenze, ma anzi ogni workload richiede una specifica soluzione in base ai livelli di criticità, ai requisiti di sicurezza o disponibilità e così via. In ambienti multi-vendor e multi-piattaforma, si prediligano quindi tecnologie aperte in grado di integrarsi facilmente all’interno dell’intero ecosistema esistente. Introdurre servizi Cloud oggi significa attivare servizi che, tipicamente, si applicano quasi indistintamente agli elementi che compongono le infrastrutture e le applicazioni aziendali, indipendentemente da dove si trovano, parliamo di strumenti come Operation Management Suite che, pur essendo in cloud, possono aiutare nella gestione, automazioni, monitoraggio e sicurezza di qualsiasi applicazione ed infrastruttura indipendentemente dalla tecnologia adottata e dove risiedano le componenti della stessa.

Ridisegnare le Wan per il nuovo data center

Nei moderni sistemi distribuiti e orientati al cloud, si perde completamente la distinzione tra reti locali (Lan) ed estese (Wan). Poiché il network si espande oltre i confini aziendali, includendo le reti dei partner e dei cloud provider, il tradizionale modello hub&spoke (dove il Ced primario trasmette le informazioni ai centri periferici) cede il passo ad architetture Wan mesh-fabric (per cui le interconnessioni tra data center avvengono alla pari). In questo passaggio, per facilitare la costruzione di ambienti ibridi, le reti si dotano di maggiore intelligenza a bordo, per instradare dinamicamente le informazioni e garantire comunicazioni più efficaci, slegandosi da concetti tradizionalmente legati all’hwrdware per spostarsi più su soluzioni dove le topologie di rete vengono definite a livello software ed il loro provisioning gestito all’interno del processo di automazione.

 

Hai mai pensato al cloud come leva strategica di business?