<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1925163537722152&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

4ward Blog

Fabbrica intelligente: perché gli operai devono essere 4.0

By 4ward 04 febbraio, 2020

Se il modello di fabbrica intelligente è un imperativo per qualsiasi manufacturer, la trasformazione è possibile solo a patto di coinvolgere tutti i dipendenti e i collaboratori aziendali. Si tratta infatti di introdurre innovazione a qualsiasi livello: non soltanto sul piano tecnologico, ma anche relativamente ai processi e alla cultura aziendale. Dal manager all’operaio, ogni risorsa deve impegnarsi a compiere un salto di mentalità e diventare 4.0. 

I progetti di Smart Manufacturing infatti funzionano solo attraverso il forte commitment della dirigenza, ma richiedono necessariamente l’engagement della base. Gli operatori di linea infatti sono i primi a fare i conti con le nuove soluzione di Smart Automation e Internet of Things che trasformano radicalmente l’operatività e la routine lavorativa. 

fabbrica intelligente operaio 40

Fabbrica intelligente: identikit dell’operaio 4.0 

Ma che cosa significa esattamente diventare un operaio 4.0? La prima grande trasformazione riguarda la capacità analitica e decisionale. La fabbrica intelligente è un’azienda data driven: i sensori IoT permettono di raccogliere informazioni sulle macchine e sui processi, che se opportunamente incrociate e processate dagli analytics possono restituire insight utili per ottimizzare le attività, prevenire incidenti e aumentare l’efficienza. 

Anche sulle linee aumenta la disponibilità dei dati: attraverso tablet e display gli operai possono avere visibilità sull’andamento delle attività in corso, quindi decidere con maggiore autonomia come riorganizzare il lavoro. Possono inoltre accedere a un ampio bacino di conoscenza condivisa, che permette di agire più rapidamente per la risoluzione dei problemi o il completamento di un task. Ad esempio, anche una nuova risorsa può intervenire autonomamente per la riparazione di un guasto, senza la necessità di una figura senior ma consultando la documentazione dell’archivio digitale. 

Essere un operaio 4.0 significa accettare la sfida di una maggiore responsabilizzazione: osservare le situazioni, leggere i dati, prendere decisioni informate e adottare un approccio proattivo per contribuire in prima persona all’efficienza aziendale. 

 

All’interno della fabbrica intelligente, l’operaio deve abituarsi alle nuove tecnologie che popolano le linee. Non si tratta soltanto di acquisire nuove competenze tecniche per utilizzare gli strumenti 4.0; l’automazione comporta infatti un’evoluzione di ruolo, sottraendo gli addetti dalle mansioni più ripetitive e usuranti. Tuttavia le persone devono essere in grado di cogliere l’opportunità di una crescita professionale, accettando compiti di gestione e supervisione con maggiori responsabilità. 

La fabbrica intelligente quindi richiede all’operaio una buona familiarità con gli strumenti digitali (dallo smartphone alle applicazioni di collaboration), oltre a una maggiore attitudine al problem solving e al lavoro di squadra per ottimizzare i processi. 

Tra i desiderata rientra anche la propositività: solo chi lavora sul campo ha le conoscenze e l’esperienza per suggerire un utilizzo realmente funzionale e proficuo delle tecnologie smart. 

 

Il salto culturale e metodologico è certamente sfidante. Occorre quindi un preciso piano di change management che supporti le risorse nella trasformazione a 360 gradi, sotto tutti i punti di vista: formativo, personale, relazionale, motivazionale. Rompere le abitudini operative e uscire dalla propria confort-zone per abbracciare nuovi modelli organizzativi e lavorativi richiede tempo e volontà. 

 

L’importanza di un partner per la trasformazione 4.0 

Affidarsi a un consulente esterno esperto in progetti di Digital Transformation e Smart Manufacturing si rivela una soluzione vincente per elaborare una corretta strategia di change management, accelerando i ritorni sull'investimento in nuove tecnologie. 

Nella scelta del partner, sono criteri da considerare: l’esperienza maturata sui casi precedenti, il know-how tecnologico, la conoscenza specifica sulle dinamiche di settore e su aziende analoghe. 

Il consulente potrà suggerire le best-practice per la riorganizzazione efficiente del lavoro, la ridistribuzione di ruoli e task, l’engagement degli operai nei progetti di "smartification". Saprà sviluppare piani di formazione ad hoc, conoscendo esattamente quali sono le competenze tecniche e i soft skill necessari all’operaio della fabbrica intelligente. 

Insomma, uno specialista dell’Industry 4.0, lavorando sulle risorse umane, contribuisce a valorizzare il potenziale delle tecnologie smart, elaborando una strategia di trasformazione coerente ed estesa a tutto l’organigramma. 

New call-to-action