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4ward Blog

Come superare il digital divide nello Smart Manufacturing

By 4ward 28 gennaio, 2020

Lo Smart Manufacturing sta digitalizzando le fabbriche di tutto il mondo, trasformando radicalmente i processi e le modalità operative. Perché i progetti di Industry 4.0 possano avere successo, devono necessariamente coinvolgere l’azienda nella sua totalità, a qualsiasi livello dell’organigramma. Occorre necessariamente superare il digital divide, offrendo agli utenti aziendali pari opportunità di accesso sia alle nuove tecnologie intelligenti sia al bacino di conoscenza condivisa.

digital divide smart manufacturing

Le nuove tecnologie della fabbrica intelligente

Sulle linee di produzione fanno la loro comparsa dispositivi IoT (Internet of Things), sistemi di automazione intelligenti, robot collaborativi, Automated Guided Vehicles, ma anche tablet, software analitici e cruscotti per la data visualization. Dal responsabile di stabilimento al tecnico manutentore fino all’operaio non specializzato, all’interno della moderna fabbrica intelligente, qualunque figura professionale si interfaccia con le nuove soluzioni digitali e il proliferare dei Big Data. Si parla sempre più spesso di democratizzazione degli analytics proprio perché oggi chiunque può disporre delle informazioni necessarie alla propria attività, attraverso l’utilizzo di strumenti facili e intuitivi.

Tuttavia, le nuove tecnologie richiedono competenze aggiornate e attitudine all’innovazione, a livello individuale e collettivo. Serve sicuramente un aggiornamento degli skill tecnici, ma anche l’inserimento di specialisti in grado di tradurre i dati grezzi in un linguaggio comprensibile all’utente aziendale. Chiunque deve sviluppare la capacità di interpretare le informazioni disponibili e sfruttarle per migliorare l’efficienza dei processi, nonché l’efficacia del proprio operato.

Insomma, l’accessibilità alla tecnologia e alle informazioni richiede una preparazione alla base: per superare il digital divide non bastano le nozioni tecniche (che sono comunque imprescindibili), ma anche un vero e proprio cambiamento nell’approccio mentale. Mettere a disposizione una macchina sportiva a chi non sa guidare o teme la velocità è controproducente. Servono innanzitutto un corso di guida e un’iniezione di fiducia, ovvero – fuor di metafora – un piano strutturato di change management, che accompagni le persone nell’aggiornamento delle competenze e nella trasformazione culturale. Solo così l’introduzione dei nuovi strumenti intelligenti e la democratizzazione nell’uso della tecnologia potranno restituire i ritorni auspicati.

 

Abbattere il digital divide e valorizzare il paradigma Industry 4.0: gli step

Quali sono in concreto gli step da seguire per abbattere le barriere del digital divide?

Il primo consiglio è sicuramente quello di rivolgersi a uno specialista, con competenze in ambito tecnologico e gestionale, che abbia maturato un’esperienza multi-settore sui temi della Digital Transformation e dell’Industry 4.0. Il know-how del consulente permetterà infatti di sviluppare una strategia del cambiamento sulla base di approcci e best-practice consolidati, con la garanzia di ritorni maggiori e accelerati.

Nella roadmap verso la fabbrica intelligente, un punto di attenzione deve concentrarsi sulla razionalizzazione dei processi: l’introduzione, l’impiego e la monetizzazione delle nuove tecnologie diventano più facili se ci sono a monte workflow ben disegnati ed efficienti.

Il cambio di mindset a tutti i livelli dell’organigramma è un altro requisito fondamentale e deve partire dall’alto. Il commitment dei vertici aziendali sui progetti di Smart Manufacturing deve essere massimo per trasmettere i messaggi corretti e la cultura dell’innovazione: se gli utenti vedono la tecnologia come una risorsa utile per semplificare la loro attività (e non una minaccia per i posto di lavoro), saranno più propensi nel cambiare il proprio modus operandi e abbracciare i nuovi modelli (cosa che comunque richiede uno sforzo iniziale abbastanza intenso).

La condivisione della conoscenza allo stesso modo deve essere intesa come un’opportunità di crescita professionale, per allargare la propria visibilità e il proprio raggio d’azione, adottando un approccio proattivo e responsabile. Fa gioco a questo proposito l’adozione di strumenti per la data visualization, semplici e intuitivi, che permettano a tutti gli utenti di analizzare una situazione o un fenomeno con immediatezza e in autonomia, senza necessariamente avere competenze specifiche.

In conclusione, per superare le barriere del digital divide avvantaggiandosi delle nuove tecnologie dello Smart Manufacturing occorre spingere su un mix di fattori, dalla formazione tecnica al change management, e avvalersi di un consulente con competenze a 360 gradi su questi argomenti non può che rivelarsi la scelta vincente.

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