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4ward Blog

Come il Cloud risponde alle esigenze del settore bancario: dalla sicurezza alla compliance

By 4ward 30 ottobre, 2018

Le banche oggi stanno rivedendo i processi interni e di front-end per abbracciare i nuovi paradigmi della rivoluzione digitale, introducendo il cloud computing come via per guadagnare efficienza, flessibilità e velocità di risposta alle esigenze del mercato.

Come il Cloud risponde alle esigenze del settore bancario dalla sicurezza alla compliance

Tuttavia, le problematiche legate alla sicurezza e alla compliance hanno limitato le scelte architetturali degli istituti creditizi: in molti casi, l’adozione della nuvola ha riguardato esclusivamente gli asset secondari o non critici, come la divisione delle risorse umane, il sistema di posta elettronica, le attività di sviluppo e test o di customer relationship, mentre soltanto un numero esiguo di esempi contempla la cloud-migration per i servizi core (gestione delle transazioni e dei pagamenti, tesoreria, amministrazione dei dati aziendali e così via).

Si tratta comunque di pregiudizi legati a una fase ancora non matura di adozione del modello as-a-service, perché in realtà il cloud, oltre a offrire notevoli vantaggi in termini di flessibilità e controllo dei costi, garantisce livelli di protezione decisamente superiori alla maggior parte delle soluzioni tradizionali e dei datacenter in-house.

 

Banche e digitalizzazione

L’esplosione dell’online e mobile banking ha restituito alle aziende del Finance un’agilità di business senza precedenti, generando nuove opportunità di marketing e profitto. Tuttavia, il conto da pagare in termini di sicurezza dei dati e delle transazioni è alto, con un numero di attacchi informatici e frodi in continua crescita. A complicare la situazione, si aggiungono tutte le problematiche di compliance dovute a un business sempre più worldwide e senza confini: operando in Paesi con legislazioni differenti, il rispetto delle regole diventa un affare davvero complesso, con il rischio di inadempienza normativa sempre dietro l’angolo. Per gli istituti bancari si tratta quindi di intraprendere nuove vie di ridisegno infrastrutturale e applicativo, in grado di bilanciare le esigenze di dinamicità e digitalizzazione, mantenendo comunque stabili, protetti e a norma i sistemi informativi aziendali.

 

Il cloud garantisce flessibilità e innovazione

Il cloud computing si rivela un’opzione vincente. Innanzitutto, come si legge in un report di BBVA Research, perché l’utilizzo di asset condivisi anziché proprietari, permette di aumentare i livelli di flessibilità e scalabilità, ottimizzando i costi e scongiurando un’onerosa sovrallocazione delle risorse IT (alcune operazioni bancarie complesse, pur verificandosi raramente, possono richiedere un’elevata potenza computazionale che va fornita all’occorrenza; così per supportare i picchi, vengono stanziate in maniera permanente le risorse necessarie, anche se non utilizzate nel regime ordinario).

In secondo luogo, il cloud può aiutare le banche a essere più agili per quanto riguarda lo sviluppo e l’offerta sul mercato di nuovi prodotti o servizi: le risorse IT necessarie possono essere attivate all’occorrenza con estrema rapidità e secondo modelli pay-as-you-go, andando a sopperire velocemente alle limitazioni dei sistemi legacy.

 

Il cloud offre sicurezza alle banche

Ma un fattore di estrema disruption riguarda i maggiori livelli di sicurezza portati dal paradigma as-a-service: i sistemi cloud possono offrire misure di difesa decisamente superiori ai sistemi in-house tradizionali, soprattutto nel caso di piccole realtà imprenditoriali che hanno budget IT limitati e non possono affrontare investimenti importanti in security.

Oggi gli istituti creditizi stanno superando il classico modello architetturale centralizzato e chiuso per aprire i sistemi informativi alle nuove applicazioni web e mobile: la roadmap di trasformazione ha visto l’aggiunta a macchia di leopardo di un insieme di soluzioni per la digitalizzazione, l’automazione, l’accelerazione dei processi interni e di customer relationship. La crescita non organica delle infrastrutture IT (quindi la mancanza di un approccio olistico e connaturato alla sicurezza) e la necessità dell’always-on (disponibilità in rete dei servizi bancari sempre e ovunque) rende le banche decisamente più vulnerabili alle minacce informatiche e agli attacchi del cyber-crime, che negli ultimi anni stanno crescendo esponenzialmente per numero e sofisticazione.

Trasferire le risorse IT aziendali dalle infrastrutture in-house al datacenter dei cloud provider può offrire una valida alternativa per uscire dall’impasse: gli ecosistemi sulla nuvola sono dotati di meccanismi di sicurezza ottimizzati e sempre allo stato dell’arte, sia perché le economie di scala permettono investimenti infrastrutturali cospicui sia perché si tratta di strutture moderne specializzate, nate per supportare le attuali esigenze di sicurezza e connettività, con pochissimi vincoli di legacy.

Inoltre, trasferire i workload sulla nuvola significa rafforzare la business continuity: la capacità di storage e calcolo infatti viene distribuita su più sistemi remoti garantendo la disponibilità e limitando i downtime, anche in caso di failure; i dati possono altresì essere rapidamente spostati da una nuvola all’altra qualora si renda necessario.

Se progettato e costruito secondo framework e standard corretti, il cloud offre anche maggiori garanzie di compliance rispetto ai sistemi tradizionali: le tecnologie di monitoraggio e difesa avanzate possono garantire l’adempienza alle normative di sicurezza e privacy internazionali, mentre il fatto di avere a disposizione una struttura magari più vicina al mercato dove si va ad operare è un’ulteriore assicurazione circa il rispetto delle normative locali. I cloud provider, proprio perché specializzati nella costruzione di piattaforme sicure ad elevata disponibilità (essendo questo il loro core business), sono in grado di aggiornare costantemente le misure protettive delle infrastrutture in ottemperanza ai cambiamenti legislativi. 

 

Big data analytics migliore sulla nuvola

Infine, la cloud migration permette alle banche di gestire le informazioni in maniera ottimizzata e di sfruttare al meglio la potenza della Big Data Analytics: la maggiore capacità computazionale messa a disposizione dallo IaaS garantisce più agio nell’organizzazione ed elaborazione di grandi set di dati, mentre il ricorso a soluzioni SaaS per l’analisi offre una serie di interessanti funzionalità per estrarre insights a valore.

Detto questo, se il cloud computing offre alle banche una via sicura e vantaggiosa per la digital transformation, non bisogna trascurare le sfide che si nascondono dietro la migrazione: meglio dunque affidarsi a figure competenti e attori del settore per evitare di incappare in errori banali e rischiosi, facendo un’accurata partner selection e ricercando nel provider non soltanto la readyness tecnologica, ma anche la trasparenza dei contratti e l’attenzione verso la compliance.

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