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4ward Blog

Business Intelligence per gestire le vendite nel retail

By 4ward 11 febbraio, 2020

Il mercato Retail è molto dinamico, si sviluppa su diversi canali (online, mobile, in store…) e le aziende che vi fanno parte devono essere in grado di assecondare, con la massima rapidità possibile, repentini cambi di trend che si riflettono direttamente sulla domanda.

Gli strumenti di Business Intelligence (BI) offrono alle aziende del settore Retail svariati benefici, che spaziano da un coordinamento più efficiente dei processi interni fino a una gestione predittiva dell’inventario in funzione dei volumi di vendita previsti. In sostanza, permettono di prevedere la domanda e ottimizzare gli acquisti, i flussi logistici, lo stock del magazzino, la movimentazione delle merci nei centri di distribuzione e la supply chain nel suo complesso.

Comprensibilmente, le aziende sono in particolar modo interessate agli strumenti di BI anche per la loro capacità di trasformare la grande mole di dati riguardanti i clienti e le loro abitudini in insight utili per conoscere il mercato e i consumatori stessi. Questa conoscenza permette ai retailer di generare processi d’acquisto personalizzati – che, come tali, hanno ottime possibilità di conversione – conducendo a maggiori profitti e a un netto vantaggio competitivo.

Business Intelligence per gestire le vendite nel retail

Business Intelligence, un mercato in crescita

Non è un caso, quindi, che il mercato delle soluzioni di Business Intelligence sia in perenne crescita: la capacità di reagire rapidamente a cambiamenti in atto nel mercato e prevedere trend futuri le rendono risorse preziosissime nel mercato Retail, che per sua stessa natura, genera immensi volumi di dati in tutti i suoi canali, prestandosi perfettamente a un’elaborazione analitica volta a ottenere informazioni fondamentali ai fini decisionali. Secondo Market Research Future, il mercato delle soluzioni BI raggiungerà i 34,3 miliardi di dollari nel 2022 con un tasso di crescita composto (CAGR) molto elevato, pari all’11,03% dal 2016.

 

Business Intelligence, come sfruttare i dati per vendere di più

Operando su diversi canali, il Retail può fare affidamento su ampi volumi di dati ed è quindi un terreno estremamente fertile per le attività di Business Intelligence.

In un e-commerce, per esempio, le attività dei potenziali clienti vengono acquisite ed elaborate proprio per intercettare con la massima rapidità gusti, esigenze e trend emergenti, mostrando i risultati in una forma facilmente interpretabile e sulla quale chi amministra l’e-commerce possa prendere decisioni ben informate e rilevanti. Il passo logicamente successivo è l’analisi di questi dati tramite l’impiego di tecniche di Intelligenza Artificiale, di modo da rilevare dei pattern che, se correttamente interpretati, sono in grado di migliorare i risultati commerciali dell’azienda.

L’analisi potrebbe infatti evidenziare che un certo prodotto viene spesso inserito nel carrello, ma quasi mai acquistato, suggerendo ad esempio la necessità di agire sul prezzo. Oppure che chi acquista il prodotto A, a distanza di qualche giorno, sceglie il prodotto B: una situazione ottimale per un’abbinata con sconto. Ci sono poi i dati sui “carrelli abbandonati” (la cui percentuale è attualmente elevatissima, 78,65% secondo Barillance), che sono fondamentali per costruire modelli di prezzi dinamici; nonché i dati delle carte fedeltà, che permettono di creare offerte mirate e molto altro.

Se Internet rappresenta una fonte inesauribile di dati, anche il negozio fisico fa la sua parte. Qui, un sistema di Business Intelligence può gestire le informazioni provenienti dal magazzino e dagli scontrini, che oggi si fondono con i dati dello store tracking. Questi sistemi, analizzando il movimento dei clienti all’interno del negozio, possono far comprendere, in forma aggregata, se esistano comportamenti particolari, associazioni tra prodotti o, più banalmente, se sia necessario rivedere l’esposizione all’interno del punto vendita.

 

Conoscere il cliente per personalizzare il servizio

Tramite il processo di acquisizione, integrazione e arricchimento dei dati da svariate sorgenti (dal web all’IoT, dal CRM ai social media), le aziende che operano nel settore della vendita al dettaglio hanno a disposizione un patrimonio informativo enorme sui propri clienti, che spazia dagli acquisti passati al comportamento all’interno del negozio, dalle pagine più visitate dell’e-commerce alle relazioni con il customer care. Grazie agli strumenti di Business Intelligence e all’AI, ciò permette ai retailer di avere una visione a 360° sulle abitudini del proprio target, da cui ne consegue segue la possibilità di fornire un servizio personalizzato, vero e proprio obiettivo del paradigma 4.0.

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