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4wardPRO Blog

4 strumenti per supportare i digital worker (e il loro engagement)

By 4wardPRO 21 gennaio, 2021

Complici i fatti di attualità, i digital worker sono ormai una risorsa sempre più numerosa e strategica per tutte le aziende. Non vi è, infatti, dubbio che la pandemia abbia innescato un cambiamento profondo nelle dinamiche di lavoro che non verrà meno quando l’era del Covid sarà finalmente finita. In questo momento, le imprese stanno operando un processo di modernizzazione del paradigma di lavoro, cercando di superare le dinamiche del “semplice” telelavoro e di avvicinarsi allo smart working, che porta con sé benefici di produttivitàefficienza delle risorseresponsabilizzazione e, di conseguenza, engagement.

digital worker

Non è un caso che, secondo le più recenti rilevazioni dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il 70% delle grandi aziende sia intenzionata ad aumentare le giornate di lavoro da remoto, e una su due modificherà gli spazi fisici. A prescindere dal fatto che il vero smart working richieda una cultura e un’organizzazione in grado di gestirlo e valorizzarlo, ci si può domandare quali strumenti le imprese debbano fornire ai propri digital worker non soltanto al fine di supportarli nelle loro attività quotidiane, ma anche di massimizzarne l’engagement. Di seguito, quattro ipotesi interessanti 

 

1. Piattaforme collaborative e di Unified Communications per i digital worker 


Per un digital worker essere perennemente connesso e collaborare con il resto dell’azienda è fondamentale. È un preciso onere dell’organizzazione riunire tutta la propria community all’interno di un’unica piattaforma che supporti la comunicazione multicanale e la collaborazione, facendo sì che essa sia – di fatto – il cuore digitale dell’azienda. I benefici sono molti: la semplicità di interazione con i propri colleghi e verso l’esterno, la totale integrazione delle attività e anche la sicurezza, visto che non sono più indispensabili le tradizionali catene di e-mail con tanto di allegati. Inoltre, positive conseguenze anche sul fronte dell’engagement, poiché in questo modo il digital worker vive un’esperienza fortemente integrata col resto dell’azienda: il firstline worker, cioè chi lavora lontano dall’headquarter aziendale, riesce finalmente a percepire l’organizzazione e la struttura, ma anche la forza dell’azienda e i suoi valori.  

 

2. Enterprise Social Network 


Strettamente connessi con gli strumenti precedenti ci sono i tool di social collaboration, noti anche come Enterprise Social Network. La peculiarità risiede nel fatto che questi sfruttano le dinamiche social per favorire condivisione e collaborazione all’interno della workforce, massimizzando l’engagement. Gli Enterprise Social Network ricalcano, infatti, le dinamiche delle piattaforme consumer (Facebook su tutti) per favorire una cultura collaborativa e basata sul contatto costante, sul feedback, sul commento e la condivisione. Il tutto, ovviamente, condito da una user experience ottimizzata e anch’essa volutamente analoga a quella dei tool della sfera privata: tutto ciò, oltre a massimizzare l’engagement, ne semplifica enormemente l’adozione anche da parte dei digital worker.   

 

3. Workplace Assistant 


Il luogo di lavoro sta cambiando. Le aziende si stanno orientando (per il post-Covid) verso una visione ibrida del modello di lavoro, in cui ognuno potrà decidere (all’interno di policy definite) in che modo e dove vivere la propria esperienza lavorativa. Per alcune attività il luogo migliore sarà casa propria, per altre una certa sala riunioni in ufficio, per altre ancora una postazione specifica perché ideale per la concentrazione. In ogni caso, l’azienda si deve dotare di strumenti che consentano per esempio - di prenotare le esperienze (la sala riunioni, un desk specifico, un posto auto…) di modo tale da rendere migliore, più fluida e senza intoppi la giornata lavorativa. Non si esclude, a tal proposito, l’implementazione di assistenti digitali finalizzati ad assecondare gli employee nella propria giornata lavorativa, mostrando anche proattività.  

 

4. Eventi e gestione della community 


Il modello di lavoro ibrido presuppone che le persone trascorrano molto meno tempo in azienda e a contatto tra di loro. Oggi è così per ovvii motivi, ma lo sarà anche domani in condizioni di lavoro agile. Le aziende devono, quindi, investire per recuperare quel legame che si instaura naturalmente quando le persone lavorano a contatto ma che non può esserci quando si lavora a distanza. Ragionando sul post-Covid, l’organizzazione frequente di eventi (fisici) può essere un’ottima idea, ma una soluzione ancor migliore è l’alternanza di fisico e virtuale, con l’obiettivo di tenere uniti i digital worker e in generale la workforce attorno ai valori dell’azienda

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